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CULTURA E STORIA

"Proporrò il nome di Renzi sul simbolo del Pd per le Europee. Sarebbe un valore aggiunto". Lo ha detto Matteo Ricci, vicepresidente del Partito Democratico,  Fly Flot T4036 beige
. "Per ora è una idea strettamente personale - dice Ricci all'HuffPost -, ma credo che nei prossimi giorni se ne dovrà discutere".

Secondo il vicepresidente del Pd "il nostro partito sarebbe l'unico a non presentarsi alle elezioni europee con il nome del proprio leader nel simbolo, dato che M5s, Forza Italia e Ncd lo faranno. Per non parlare  della lista Tsipras che prende il nome proprio dal leader ". Ricci, candidato sindaco a Pesaro, aggiunge: "Girando per l'Italia ho visto un grande entusiasmo per Renzi, che oltre a essere il nostro segretario è anche il primo ministro. Credo dunque che utilizzare il suo nome e il prestigio di cui gode in questo momento sarebbe molto positivo. Poi sarà lui a decidere".

Devo però aggiungere che oggi quella stessa proposta non é più attuale. La crisi si é talmente incrudelita da renderla del tutto inadeguata. Lo shock deve essere ancora maggiore, come emerge - sapendo leggerli in controluce - dalle diagnosi dalle principali istituzioni interne e internazionali. L'elenco é lungo: Commissione europea, OCSE, FMI, Banca d'Italia, Centro studi di Confindustria, Corte dei conti, e ISTAT. E come traspare, con un pizzico di resipiscenza, dai recenti interventi di  Giorgio Squinzi , presidente di Confindustria, e  Giuliano Poletti , ministro del lavoro.

Oggi  la madre di tutte le riforme è quella del mercato del lavoro . Lasciamo sullo sfondo il cosiddetto jobs act - ne esamineremo i contenuti quando saranno noti - e non diamo troppo peso ai suggerimenti dei giuslavoristi. Sono uomini di legge. Preziosi quando l'economia tira e si tratta di razionalizzare le relazioni industriali esistenti.  Oggi serve , invece,  gente pratica , che conosce il mercato e sa dove mettere le mani. Ed è in grado di praticare la respirazione bocca a bocca, prima del definitivo collasso.